A seguito di un sinistro con lesioni sono stato risarcito in modo insoddisfacente, tuttavia l’assicurazione non mi ha fornito gli esiti della visita medico legale che volevo far verificare. Come debbo comportarmi?  

Va ricordato come, nei casi in cui si siano patite lesioni in occasione di un sinistro, è buona norma far precedere una propria relazione medico legale privata alla visita disposta dall’assicurazione. In primis in quanto la spesa occorrente per l’accertamento privato è reputata necessaria al danneggiato per quantificare il danno, dunque la compagnia è tenuta al rimborso della stessa se congrua. In secondo luogo mettere il liquidatore ed il medico legale di controparte di fronte ad una prima valutazione, offre loro un parametro da cui eventualmente discostarsi ma con motivazione. Nella prassi applicativa si assiste normalmente a perizie di parte più ottimistiche in punto risarcimento rispetto alle  perizie del fiduciario dell’assicurazione, solitamente molto prudente.  Chiedo sempre ai miei periti di parte una valutazione obiettiva e sostenibile, in quanto la perizia può fare buon gioco anche in un eventuale vertenza, ove non si riesca a conciliare in modo completo stragiudizialmente. È parimenti vero che in sede di trattazione del risarcimento con la compagnia, questa non consegna copia delle valutazioni del proprio medico legale e degli altri periti. Le conclusioni delle visita medico legale per parte assicurativa sono oggetto di confronto  puramente orale tra  il liquidatore e l’avvocato del danneggiato (che lavora per avvicinare il risarcimento a quello profilato dal medico legale di parte danneggiata) nell’ambito della trattativa sul risarcimento. E’ quindi frequente che, ove non ci sia accordo pieno sugli importi, il danneggiato debba accontentarsi di un acconto e non abbia a disposizione la relazione di controparte.  Questa situazione vale anche per altri documenti come l’eventuale perizia sui danni materiali e la denuncia del sinistro. 

Avere a disposizione quei documenti  può essere importante. L’utilità è lampante per una futura causa, si pensi alla denuncia del sinistro fatta dall’assicurato danneggiante, può contenere anche  elementi confessori, mentre le perizie possono evidenziare il perché delle discrepanze o eventuali errori  rispetto alle valutazioni fatte nell’interesse del danneggiato. 

A tale proposito soccorre l’art. 146 del Codice della Assicurazioni Private che dispone l’obbligo per le compagnie di consentire ai contraenti ed ai danneggiati il diritto di accesso agli atti a conclusione dei procedimenti di valutazione, constatazione e liquidazione dei danni che li riguardano, da evadersi nel termine di 60 giorni dalla richiesta. Dunque, una volta concluso il procedimento di accertamento e liquidazione per avere contezza del contenuto della perizia (ed eventuali altri documenti) è possibile formulare istanza direttamente alla compagnia tenuta al risarcimento.

L’istanza naturalmente può essere inviata sia dall’avvocato che ha seguito la trattazione del sinistro ma, in assenza ed in ogni caso, anche dalla parte personalmente.  A questo link è possibile scaricare  il fac simile di un’istanza ex art. 146 Codice delle Assicurazioni da indirizzare alla compagnia che ha trattato il risarcimento. 

 – SCARICA QUI IL FAC SIMILE DELL’ISTANZA DI ACCESSO AGLI ATTI DELL’ASSICURAZIONE –