Covid 19 e crisi dei contratti privati: possibili soluzioni.

Il mese di marzo ho dovuto tenere chiuso il mio locale a causa del decreto del Governo, non so quando riprenderò a lavorare posso sospendere l’affitto? La pandemia in corso dovuta alla diffusione del  Covid 19, o Coronavirus, e la serie di decreti legge che hanno limitato sia la libertà di movimenti, di contatti sociali e l’iniziativa economica, rappresentano una causa di difficoltà senza precedenti per le imprese ad ottemperare per tempo alle obbligazioni contratte. Se già prima dell’emergenza il mercato non era in gran salute ora il rischio per molte imprese sono a rischio collasso. A parte la sospensione dei mutui a certe condizioni e gli sgravi fiscali sugli affitti, comunque da pagare, i decreti non paiono rispondere alla grande difficoltà del momento. Gli eventi eccezionali che viviamo, a seconda del tipo contratto, potrebbero comunque giustificare soluzioni eccezionali, si pensi ad esempio ai rimedi previsti agli artt. 1256 e 1467 Codice Civile. Il primo riguarda l’impossibilità definitiva o temporanea della prestazione. L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile (si pensi all’ordine che una piccola ditta a cui è stata imposta la chiusura deve evadere). Se l’impossibilità è temporanea non si risponde del ritardo e dei relativi interessi finché essa perdura. L’art 1467 individua invece, per i contratti ad esecuzione continuata (come la locazione) o differita (a termine) la cd “forza maggiore” al verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili (e la pandemia lo è), in presenza dei quali che deve eseguire la prestazione può domandare la risoluzione del contratto. Per i vari operatori in difficoltà oggettive esiste dunque un’ancora legale per giustificare la sospensione della prestazione o la richiesta di risoluzione dei contratti in essere. Essendo una situazione che si ripercuote a catena su altri soggetti, in attesa di più chiare prospettive sulla ripresa delle attività, appare altamente consigliabile il dialogo per trovare soluzioni condivise tra le parti, come la rinegoziazione bonaria di termini e condizioni al fine di evitare future liti inutili. Si tenga infatti conto che, anche i rimedi di giustizia ordinari, utilizzabili da parte del creditore, sono allo stato paralizzati dal fermo dei tribunali la cui operatività è sostanzialmente limitata alla tutela dei soggetti deboli ed ai procedimenti urgentissimi.

Avv. Andrea Fucci
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Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;

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