Gio. Gen 28th, 2021

Sono stato nominato esecutore testamentario da parte di un cugino deceduto. Nel testamento è indicato che ho diritto ad un compenso ma non l’importo, quanto e a chi debbo chiedere questa retribuzione?

Con la nomina ad esecutore testamentario il testatore designa persona di fiducia che esegua le sue disposizioni in modo dettagliato allorquando si aprirà la successione. L’esecutore entra nel possesso del patrimonio ereditario, lo amministra nel tempo necessario per l’esecuzione delle disposizioni testamentarie (es. legati) cura, ove prevista, la divisione da farsi in favore degli eredi. Per propria natura l’ufficio di esecutore testamentario è considerato gratuito ma il testatore può prevedere, nel testamento stesso, un compenso. Se il compenso è determinato o determinabile non sorgono questioni e va posto a carico dell’eredità. Il problema nasce quando il testatore, spesso perché ignaro delle conseguenze pratiche, si limita a diciture generiche come nel caso di specie. In questi casi il compenso va quantificato direttamente dall’esecutore testamentario e richiesto agli eredi, sperando non sollevino obiezioni. Se c’è contestazione da parte di questi ultimi l’unica strada per l’esecutore è adire il Tribunale per la determinazione del quantum del proprio compenso. Quando il designato è libero professionista il Giudice può prendere a riferimento un tariffario.  Il tariffario dei ragionieri commercialisti, ad esempio, per le prestazioni inerenti alla esecuzione di disposizioni testamentarie, all’accertamento dell’asse ereditario, ai progetti di divisione e di assegnazione di beni, alla lottizzazione dell’asse ereditario, all’assegnazione di beni, alla determinazione e sistemazione di diritti di usufrutto alla sistemazione di questioni tra eredi o presunti tali, stabilisce onorari determinati, a seconda dell’attività prestata (tra quelle elencate), tenuto conto anche del numero degli eredi, dei legatari e della massa ereditaria in misura compresa tra lo 0,50% e 3,00% del totale della massa attiva ereditaria con minimo di € 1.032,91. Ove invece l’esecutore testamentario sia un privato cittadino mancano criteri oggettivi di quantificazione e i contrasti con gli eredi sono sempre dietro l’angolo. L’ultima parola va dunque al Giudice che quantificherà in base all’operato concreto dell’esecutore rapportato anche alla massa da amministrare. Ma spesso oltre il danno si rischia la beffa: se anche l’esecutore designato, per uscire dall’impasse volesse da subito rinunciare all’incarico, dovrà farlo presso la cancelleria del tribunale e pagarne di tasca tassa di registrazione della dichiarazione di rinuncia e bolli relativi (in tutto oltre 200€ alla data del presente posto).

Avv. Andrea Fucci

By Avv. Andrea Fucci

Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;

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