Le immissioni rumorose sono spesso l’inizio di vere e proprie guerre di vicinato, scopriamo quali sono gli interessi che entrano in gioco e le prospettive sotto le quali l’ordinamento tutela il “diritto alla quiete”.

Rumore: tante le richieste di tutela contro i rumori del vicinato, condensiamo dunque qui poche ma chiare linee guida sull’argomento. Tre sono i livelli di difesa contro il rumore fastidioso. Il livello civilistico: l’art. 844 c.c. fissa il limite della normale tollerabilità per impedire l’immissione rumorosa da parte del vicino. Il concetto è volutamente indefinito dal legislatore e va adattato alle particolarità del caso concreto. Criteri guida sono anche la priorità dell’uso e il contemperamento tra le esigenze della proprietà e della produzione. Agendo per una tutela a questo livello è possibile richiedere il risarcimento del danno ingiusto per la compromissione della propria qualità di vita, sia l’eventuale danno alla salute, se dall’esposizione al rumore sono ricollegabili postumi permanenti psicofisici comprovabili. Il secondo livello è amministrativo e interviene in alcune fattispecie demandate dalla legislazione sull’inquinamento acustico ai Comuni (che acciò si dotano di Piani di Zonizzazione e Regolamenti acustici dove stabiliscono i valori differenziali limite per zone). Si può fare esposto al Comune solo quando la fonte del presunto inquinamento acustico derivi da sorgenti sonore fisse o mobili riconducibili ad attività produttive, commerciali o professionali. L’ente però interviene per la salvaguardia della salute pubblica, dunque all’esposto possono conseguire provvedimenti amministrativi e sanzioni ma non il risarcimento del danno per l’esponente infastidito. Il terzo livello di difesa è rappresentato dalla repressione al disturbo della quiete pubblica, disciplinato dall’art.659 c.p. non basta dunque superare il limite dei db differenziali di legge (sanzionabili come sopra), qui occorre denunciare schiamazzi o rumori, ovvero l’abuso di dispositivi sonori o di segnalazioni acustiche, o l’agevolazione di strepiti di animali, per far scattare arresto o ammenda previsti a difesa della quiete e tranquillità pubbliche.

Prima dunque di trarre qualsiasi conclusione affrettata su come comportarsi in caso di rumore insopportabile provocato da terzi, è buona cosa consultarsi con il proprio legale di fiducia per comprendere i passi corretti da seguire per porre fine all’eventuale abuso.