In assemblea condominiale, nonostante il mio voto contrario, si è approvata con una maggioranza risibile una spesa di centinaia di migliaia di euro per un cappotto termico e altre opere di efficientamento al 110% in superbonus. Quali sono i rischi se per l’operazione, approvata mio malgrado, un domani verrà revocato il bonus? ?

Il problema esiste e non è di poco momento. Da un punto di vista giuridico se Agenzia delle Entrate fra qualche anno in sede di controllo dovesse revocare il Superbonus di cui ha beneficiato il condominio – valendosi del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 – saranno i condomini a dover pagare in prima battuta. Il problema è dunque rappresentato dalle verifiche per le quali, ovviamente, ad oggi non esiste uno storico. Infatti il contenzioso sarà principalmente (ma non solo) sul piano tributario tra AE ed i condomini (il condominio non ha soggettività tributaria). Si darà luogo ad accertamento e, ove si riscontrassero irregolarità gravi, alla irrogazione di sanzioni  oltre, naturalmente alla richiesta di restituzione della somma nella misura erogata alle imprese cessionarie del credito, maggiorata di interessi. Non verranno toccati dal Fisco quei (tanti) soggetti che si sono organizzati in specie di associazioni temporanee multidisciplinari che gestiscono i vari aspetti tecnici della pratica (amministratori di condominio, banche, assicurazioni, tecnici e progettisti, imprese edili, ingeneri termotecnici ecc) È altrettanto vero che i condomini, tramite l’ente Condominio, avranno diritto di rivalsa nei confronti dei soggetti ai quali gli errori di valutazione, progettazione ed esecuzione saranno concretamente ascrivibili. Allo stesso tempo questi ultimi soggetti avranno proprie polizze assicurative a copertura dei danni provocati a seguito di errori o imperizie. Tuttavia, trattandosi di profili di responsabilità talvolta suddividibili tra le diverse figure tecniche e professionali intervenute nella maxi pratica, le assicurazioni non pagheranno a prima richiesta ma, quasi sempre a seguito di lunghi accertamenti, anche giudiziali allo scopo di minimizzare i risarcimenti contrattualizzati. Il Superbonus è un’opportunità ma può nascondere insidie nella misura in cui non ci si rivolga a soggetti totalmente affidabili, e ciò in quanto la patata bollente, in caso di errori, finisce in mano al committente-contribuente. Nel caso di un Condominio, anche i dissenzienti, perlomeno per le opere di efficientamento sulle parti comuni approvata con la maggioranza agevolata del Decreto Rilancio (la maggioranza dei presenti che rappresenti almeno un terzo del valore dell’immobile) rimarranno vincolati dal voto positivo e dall’entusiasmo dei favorevoli. Allo stato esistono pochi esempi di polizza che tutelino il rimborso fiscale in caso di errori nella pratica Superbonus, e nessuna proviene da compagnie cd primarie in Italia. Ai posteri la valutazione sui reali benefici e sugli eventuali  – e si spera non ve ne siano -danni portati da questo maxi intervento dello Stato che si propone di cambiare le nostre abitazioni e l’aspetto delle nostre città. Peraltro è in corso, ancora oggi, interrogazione parlamentare volta ad ottenere chiarimenti interpretativi in merito alla portata di alcune disposizione ed alla casistica interessabile dall’agevolazione, a dimostrazione che trattasi di materia fluida nonostante le decine di migliaia di cantieri già operativi.