Gio. Gen 28th, 2021

I primi dubbi sul se, sul come e sui costi.

Salve Avvocato, sono indeciso sul da farsi, mia moglie manca da casa ormai da 6 mesi e credo frequenti un’altro. ho tentato inutilmente di riallacciare ma per ora nulla, vorrei comunque tutelarmi,  mio malgrado, magari con una richiesta di separazione ma non so se chiedere l’addebito oppure se tentare di trovare un accordo. Lei lavora in nero e non vorrei che mi chiedesse pure il mantenimento Abbiamo una casa in comunione che sto abitando io e non abbiamo figli, mi chiedevo anche cosa può accadere se inizio io a chiamarla in causa e poi troviamo una soluzione concordata,  quali costi indicativamente dovrei sostenere?

la decisione di separarsi deve venire da lei e deve essere determinata, nessuno le può consigliare meglio che Lei stesso sulla strada da prendere. Come legale posso solo descriverle i passi da fare nel caso un domani decidesse in questo senso. Le dico, prima di iniziare a darle qualche diritta, che il fatto che la coniuge lavori in nero non esime quest’ultimo dal dovere di imputare quel reddito alle proprie condizioni economiche ai fini della separazione, se non lo facesse, richiedendo indebitamente un assegno di mantenimento a suo carico, intanto dovrebbe evitare in primis un eventuale addebito (non è dovuto mantenimento a colui a cui la separazione viene addebitata). In ogni caso la circostanza si farebbe presente al Giudice al quale è altresì possibile chiedere, in fase istruttoria, di disporre accertamenti di Polizia Tributaria per l’accertamento di compensi irregolari goduti.

Per quanto riguarda il tipo di procedimento per separazione distinguiamo subito l’ambito consensuale da quello giudiziale. La separazione giudiziale inizia con una istanza che il coniuge più intenzionato a sciogliere il vincolo fa, tramite il proprio legale, al Tribunale competente.

I temi, per così dire “ordinari”, della separazione sono la richiesta da parte di uno dei coniugi o entrambi di contributo di mantenimento per sè , c.d. assegno, le statuizioni circa l’affido dei minori ed il contributo al mantenimento dei medesimi e relativa assegnazione della casa coniugale. Quando alcuno dei coniugi intenda richiedere l’ addebito (non è assolutamente obbligatorio) deve subito sapere che è la strada più lunga,dolorosa e spesso costosa per liberarsi dal vincolo coniugale. Dico questo perché occorre fare tutta una attività istruttoria per provare le presunte  colpe dell’altro coniuge che appesantisce di udienze e di attività l’intero processo. L’obiettivo poi, l’addebito appunto, ammesso e non concesso che si raggiunga spesso a distanza di anni non ripaga degli sforzi fatti. E’ bene sapere che l’addebito ha la conseguenza per l’addebitato di non poter richiedere il mantenimento neppure qualora vi siano i requisiti per differenza di reddito e di patrimonio rispetto al coniuge, ma unicamente gli alimenti (un contributo limitatissimo allo stretto necessario) in caso di grave stato di bisogno. La seconda conseguenza è la perdita dei diritti successori  nei confronti del coniuge immediata (dunque non differita al divorzio come di regola). La terza è solitamente la condanna al rimborso delle spese legali del giudizio di separazione, ma questo non sempre accade. Dunque la richiesta di addebito va valutata in base a quanto possono interessare gli obiettivi detti, ed in base a quanto si ritiene di poter provare in causa che la fine del rapporto coniugale sia riferibile alla condotta contraria ai doveri matrimoniali dell’altro, e qui va precisato che l’addebito è tutt’altro che facile da ottenere in quanto spesso i comportamenti ingiusti dell’uno, a patto che non configurino reati, sono frutto del malessere di coppia ( per fare un semplice esempio anche in caso di tradimento , se nell’ambito di coppia il coniuge trascurava o ignorava l’altro sotto certi punti di vista, la separazione spesso non è addebitabile all’adultero ma ad una incompatibilità della coppia riferibile ad entrambi).

Se nel corso di una qualsiasi delle fasi della separazione i coniugi trovano un accordo è sempre possibile definire il giudizio consensualmente, quella che in gergo è definita consensualizzazione della separazione giudiziale. Questa eventuale modalità di chiusura del processo corrisponde alla trasfusione degli accordi trovati dai coniugi in corso di causa che vengono poi omologati da Tribunale dopo un vaglio di opportunità, dunque una bella accelerazione del procedimento. 

La strada consensuale passa invece per una fase di approccio con l’ex a livello personale, cercando di definire insieme i termini della separazione per poi richiederne omologa al tribunale, oppure ciò può avvenire tramite i rispettivi legali incaricati di trovare un accordo.

I costi sono variabili, l’unico costo preventivabile è quello per una separazione  con accordo già raggiunto dai coniugi, quando dunque è necessario che il legale si occupi del ricorso, dell’udienza e delle incombenze successive all’emissione del decreto di omologa.

Quando invece la procedura da seguire non è quella consensuale ma occorre partire con un ricorso per separazione giudiziale allora il preventivo viene personalizzato sulla base di diversi fattori, quali anche l’eventuale richiesta di addebito. Il preventivo è sempre fatto per fasi (studio, introduttiva, istruttoria, decisoria) dunque se l’iter si arresta ad una delle fasi e poi c’è consensualizzazione chiaramente la spesa sarà limitata alla fase raggiunta più un quantum per la definizione in via consensuale. Un buon accordo scritto con il proprio avvocato sulle spese legali e sui tempi e modi  di pagamento è assolutamente da pretendere per sapere sempre quanto si spende e quando bisogna versare gli acconti.

Recentissimamente è stata introdotta la novità della negoziazione assistita, una modalità per trovare una soluzione concordata tramite i rispettivi legali che si conclude con la separazione senza accedere al Tribunale, a cui l’accordo viene inviato dai legali per il vaglio da parte del Pubblico Ministero, qui le consiglio di leggere la ns scheda presente nel blog.

 

Avv. Andrea FucciArticolo scritto da Avv. Andrea Fucci (172 Posts)

Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;


Avv. Andrea Fucci

By Avv. Andrea Fucci

Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;

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