Lo scorporo dei buoni fruttiferi postali caduti in sucessione

pillfucsia

I diritti individuali degli eredi in caso di comunione ereditaria avente ad oggetto strumenti finanziari particolari.

Buongiorno, volevo sapere se nel caso di tre sorelle che hanno ereditato dalla madre in parti uguali alcuni buoni fruttiferi postali come si può procedere alla divisione? Io e un’altra sorella siamo favorevoli ad aspettare la scadenza naturale per incassare tutti gli interessi. La terza sorella, che non sta bene economicamente, vorrebbe incassare subito, questo è possibile?

Ritengo che la cosa sia possibile tramite la procedura di scorporo dei buoni fruttiferi postali. In pratica una istanza rivolta da uno qualsiasi degli eredi a che venga liquidata la porpria quota di competenza, interessi inclusi, relativamente ai buoni fruttiferi postali caduti in successione. In questo caso Poste Italiane dovrebbe procedere allo scorporo ed al pagamento. Segnalo che la prassi invalsa è quella di subordinare la liquidazione ed il pagamento alla quietanza congiunta degli altri coeredi, questa modalità è stata avversata dal recenti pronunce, su tutte quella resa con ordinanza ex art. 702 bis cpc del 03/04/2014 del Tribunale di Nocera Inferiore. Questa pronuncia sostiene che la richiesta di quietanza congiunta da parte di Poste Italiane “configura una prassi non confortata da alcuna norma di legg e che, anzi, si pone in contrasto con il dettato legislativo” nella specie precisando che “essendo il denaro un bene comodamente divisibile, deve trovare applicazione il compendio normativo costituito dagli artt. 1295 c.c. “Salvo patto contrario, l’obbligazione si divide tra gli eredi di uno dei condebitori e di uno dei creditori in solido, in porzione delle rispettive quote” e 1341 c.c. “Se più sono i debitori o i creditori di una prestazione divisibile e l’obbligazione non è solidale, ciascuno dei creditori non puo’ domandare il soddisfacimento del credito che per la sua parte, e ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte”. Il Tribunale chiosa affermando che “La ratio sottesa alla disciplina codicistica dedicata alle obbligazioni divisibili risponde a logiche di giustizia sociale, in quanto impedisce che l’esercizio di un diritto patrimoniale sia subordinato e condizionato alla volontà di terzi.”
Si tratta di un precedente le cui valide argomentazioni possono essere portate di fronte ad un rifiuto di Poste allo scorporo autonomo, un argomento che diverrà sempre più stringente qualora, come appare logico, l’orientamento trovasse un seguito in altre pronunce.

Avv. Andrea FucciArticolo scritto da Avv. Andrea Fucci (160 Posts)

Nato a Carmagnola (TO) il 08/01/1973, Avvocato Civilista iscritto presso l’Ordine di Pinerolo (TO); AREE TEMATICHE DI COMPETENZA: commercio elettronico, condominio, contratti in genere,diritti del consumatore, diritti reali, diritto agrario, diritto amministrativo, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto della proprietà immobiliare, diritto di famiglia, fallimento, infortunistica stradale, locazione/sfratti, marchi/brevetti, successioni ereditarie; Fondatore e responsabile del sito www.lexconsulenza.it; dr.fucci@gmail.com ;


Avv. Andrea Fucci
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